Modellismo Navale Storico è una realtà, come sanno quanti ci leggono dall’inizio, nata ormai poco più di due anni fa.
Da allora di acqua sotto ai ponti ne è passata tanta. Abbiamo visitato spontaneamente alcune mostre/concorso mentre in altre ci hanno invitato e, dal primo momento, ci siamo fatti carico di rispondere a tutti i messaggi che ci arrivano nella mail di redazione o tramite, ad esempio, la nostra pagina su Facebook.
Domande che, sempre più spesso, pongono questioni in merito alla partecipazione a questa o quella mostra o per entrare nel, se vogliamo chiamarlo così, circuito competitivo.
La nostra frequentazione dei vari social ci ha messo di fronte anche a realtà che, onestamente, non credevamo esistessero. Storie di modellisti più o meno esperti, più o meno giovani che montano kit, anche se accadono cose analoghe nell’autocostruzione, in funzione di una medaglia.
Il caso più eclatante è accaduto proprio pochi giorni fa, in uno dei tanti gruppi presenti su Facebook dedicato al modellismo navale. Una persona stava chiedendo lumi sul tavolato del ponte di coperta del modello che stava costruendo. Molti utenti, tra i quali anche chi sta scrivendo questo articolo, gli hanno fatto notare che le istruzioni lo avrebbero portato alla realizzazione di un errore storico evidentissimo, fornendogli nel contempo la documentazione necessaria alla sua corretta messa in opera. Per tutta risposta ci siamo sentiti dire che non voleva discostarsi dal manuale di istruzioni perché stava costruendo il modello per portarlo ai concorsi e che aveva paura che apportare tale modifica (tra l’altro assolutamente necessaria) lo avrebbe penalizzato in termini di punteggio.
Vogliamo sottolineare, a scanso di equivoci, che quanto scriveremo è da intendersi riferito al modellismo navale. Non ci permettiamo di parlare dei mezzi civili, di aerei o di altri mezzi militari che non conosciamo e non pratichiamo.
Il modellismo è una pratica che sta riscontrando non tanto un calo di interesse generale ma di certo un calo di partecipazione e di rinnovo del “parco modellisti”. Tale flessione è sicuramente figlia dei tempi e il modellismo navale, che tra tutti, senza sminuire nessuno, è quello che richiede più tempo, più impegno e più approfondimento non è di certo immune da questa parabola, che ci auguriamo essere solo momentaneamente, discendente.
Praticare un buon modellismo navale, che sia in plastica, in resina, in legno, da kit o autocostruito significa rappresentare, nel modo più fedele all’originale, in base alla scala scelta e in modo commisurato alle proprie capacità (che si acquisiscono con la pratica) , il modello in scala di una nave realmente esistita e rappresentata in un preciso momento (informazioni acquisibili, o in alcuni casi deducibili, con lo studio e con una documentazione tecnico-storica certa) ed in una precisa condizione (in navigazione, ormeggiata ecc) ma più di tutto significa dare forma alla nave che si sta studiando, che ci appassiona, che ha colpito il nostro immaginario e attirato la nostra attenzione e mettersi in “gioco con se stessi” (mai in gara contro qualcun altro) e con le proprie capacità.
Visto che stiamo cercando, al meglio delle nostre possibilità, di rispondere alle domande che ci sono state poste in merito al funzionamento del “circuito competitivo” presente nel nostro paese non possiamo fare a meno di parlare delle associazioni. Un ruolo importante in questo scenario lo giocano proprio i vari club modellistici sparsi, tra le varie città, in Italia. I club dovrebbero farsi veicolo, tra gli interessati ma allo stesso tempo provare a trasmettere anche al di fuori di questa ristretta cerchia, della divulgazione, della ricerca, dello scambio di opinioni e delle tecniche proprio nell’ottica di centrare quello che dovrebbe essere un obiettivo comune: un modellismo di qualità. Alcuni, e non vorremmo mai arrivare a dire molti, di questi club, invece che adoperarsi in questa direzione, spendono ormai la maggior parte del tempo a disposizione ad organizzare un evento capace di attirare il maggior numero di iscritti possibili con lo scopo di rimpolpare le casse del club di aumentare il prestigio degli organizzatori e, per giustificare il costo dell’iscrizione, a sostegno dei costi di organizzazione e di mantenimento del club stesso, organizzano mostre competitive.
Fin qui, in buona sostanza, non ci sarebbe nemmeno niente di strano anche se pensiamo che se si volesse davvero “fare del bene” al modellismo o magari lasciare un segno tangibile dovrebbero provare, ad esempio, a dedicarsi alla realizzazione di una monografia comprensiva su un particolare soggetto, magari italiano.
Il problema maggiore nasce dalle giurie, dalla loro composizione, dalla loro credibilità, competenza, uniformità e “onestà” di giudizio e questo è un concetto assolutamente generale che è valido per qualunque categoria e a qualunque livello. Qui non parliamo di modellismo dinamico in cui a decretare il vincitore è prevalentemente, anche se non esclusivamente, il cronometro. Qui si parla di giudizi. Alcuni club vantano al loro interno modellisti, in alcuni casi anche in quantità, in grado di giudicare serenamente i modelli navali, altri che pur essendone sprovvisti ne richiedono l’intervento pubblicando oltretutto con largo anticipo i nomi dei giudici che saranno presenti, mentre altri ancora, per non dover offrire una notte di alloggio, sostenerne i costi e massimizzare “i profitti”, fanno tutto in casa con il rischio di prendere qualche seria cantonata. Alcuni di questi club tendono a premiare il modello grande, altri i piccoli, i diorami o quelli con mezzi particolarmente invecchiati prediligendo le tecniche pittoriche (spesso il loro abuso addirittura), altri ancora in base alla disponibilità residua delle medaglie (dopo aver giudicato i modelli di tutte le altre categorie, o quantomeno quelli delle categorie in cui si sentono maggiormente competenti) rimaste non assegnate, piuttosto che la giusta rappresentazione e fedeltà storica della nave. Abbiamo visto modelli di assoluto valore, già ampiamente e positivamente giudicati, alcuni con alle spalle medaglie di livello internazionale o qualificate ai mondiali, non essere ringraziati nemmeno per aver contribuito “al prestigio” dell’esposizione. Queste sono le considerazioni di natura “tecnica”…. non vogliamo nemmeno pensare, e non abbiamo prove per poter affermare il contrario, a scenari in cui si cerchi di mantenere, con la gestione delle medaglie, i rapporti tra club e club.
La competizione, laddove si esprime un’arte o una ricostruzione storica, specialmente se amministrata e gestita nei termini di cui sopra, non potrà mai essere il giusto veicolo per la diffusione del modellismo ed anzi rischia di sfilacciare (visto anche l’accanimento del tutto ingiustificato di alcuni partecipanti che pur di primeggiare si venderebbero la famiglia per intero) ancora di più un tessuto che, come abbiamo già detto, in questo periodo è particolarmente fragile.
Detto questo non siamo qui a stigmatizzare quanti vorranno iniziare a partecipare a tali eventi o continueranno a farlo. Avere “la scusa” o il “pretesto” per ritrovarsi nello stesso luogo, conoscersi di persona, visitare una nuova città porta sempre qualcosa di positivo… ma se prendete un oro, non vantatevi. Se il vostro modello non viene considerato non demoralizzatevi.
Fate i vostri modelli con passione, con dedizione, con cognizione di causa e con “rigore” (verso voi stesso soprattutto). Non accettate compromessi o scorciatoie. Non affrettate i tempi perché dovete “portare il modello”. Documentatevi. Provate e riprovate. Il giudizio che conta di più è il vostro.
Quando metterete la parola fine a QUEL modello, sapendo di averlo realizzato esattamente come era, o almeno come le vostre attuali capacità vi hanno permesso di realizzare, vi renderete conto, oltre ad avere un modello che vi da soddisfazione, di aver ampliato il vostro bagaglio storico, tecnico e modellistico, avrete imparato qualcosa e vi sarete arricchiti non di poco. Per come la vediamo noi questa è una soddisfazione che nessuna medaglia vi potrà mai dare ed il suo effetto non svanirà nel giro di qualche giorno ma è destinato anzi a fare parte di voi.