Come abbiamo visto per la SCOTLAND i carabottini non sono altro che delle grate che permettevano di far entrare luce e aria tra i ponti. Attraverso i carabottini passavano anche delle merci dirette alla stiva della nave. In caso di maltempo venivano coperti da una cerata per non far passare troppa acqua.

Questa volta ho voluto complicarmi la vita e costruirmi in toto i carabottini senza usare le maglie e le latte presenti nel kit. Si, ma perché? Per una caratteristica e un dettaglio molto semplice che ora vi spiego. Il carabottino è costituito da maglie e latte trasversali tra loro. Lo spazio di maglia dovrebbe essere uguale alla larghezza degli elementi quindi quelli presenti nel kit non andavano bene.

DIANA - I carabottini (storicamente non corretti) compresi nel kit
DIANA - Due carabottini del kit ed il terzo (a destra, di prova) autocostruito.

Nella foto vedete tipi di carabottini diversi. I primi sono parte del KIT e maglie e latte sono identiche. Il loro incrocio genera un foro però sbagliato, per meglio dire la dimensione del foro è diversa rispetto alle dimensioni della maglia e della latta. Il primo carabottino in alto invece è autocostruito e come potete notare (anche se quel carabottino in particolare è solo di prova) il foro generato è della stessa grandezza delle latte e delle maglie. Questo è sicuramente un particolare degno a cui prestare attenzione nell’osservare un modello di nave storico, perché capirete se il modellista ha voluto semplificarsi o meno la vita usando le maglie e le latte di un kit oppure no.

Il foro generato dall’incrocio delle maglie e delle latte deve essere della stessa dimensione di queste ultime

DIANA - I carabottini completamente autocostruiti.
DIANA - I carabottini autocostruiti nei loro alloggiamenti sul ponte.

Nell’ultima foto potete osservare i carabottini ufficiali del ponte di batteria della DIANA alloggiati nel loro scasso creato precedentemente sul ponte. E l’ultimo buco? Manca un carabottino? No… è destinato al boccaporto. Ora vi spiego cos’è.