Le aperture a forma quadrangolare sul ponte di una nave completi di scale al loro interno venivano propriamente chiamati “boccaporti” . Generalmente il boccaporto aveva all’esterno dei ferri verticali e una corda “corrimano o tientibene” che ne bordava due o tre lati. Questo accorgimento era per evitare che un marinaio vi cadesse dentro per sbaglio. Il tientibene spesso correva anche giù per le scale per facilitare la discesa verso il ponte inferiore.

Molti boccaporti erano o rimanevano aperti per facilitare il passaggio dei marinai. Venivano però, in caso di mal tempo, coperti con delle cerate. Altrimenti erano chiusi da delle particolari porte dette “quartieri” . I quartieri all’esterno presentavano degli anelli che si pensa funzionassero da maniglie comode per il sollevamento degli stessi. Esistono diversi tipi di boccaporti guarniti in maniera differente a secondo della nazionalità della nave e dell’epoca soprattutto. Gli Inglesi comunque avevano sicuramente inventato il boccaporto migliore, più funzionale. Lo stesso era bordato da “battenti” che impedivano all’acqua eventualmente  presente sul ponte di riversarsi al ponte inferiore. Praticamente una specie di bordo intorno al buco del boccaporto.

boccaporto della diana
boccaporto e carabottini della diana

Il boccaporto che vedete in figura è sbagliato e vi dico anche il perché. Sulla DIANA i candelieri (a colonna) ai quattro angoli non erano formati da colonne appunto ma bensì da aste in ferro con un anello posto in cima per far passare la corda. Solitamente erano due ma si sono visti anche boccaporti con quattro aste a protezione. Andrà rifatto certamente ma questo spiega le semplificazioni di un kit piuttosto che la rappresentazione storica di un modello.