anatomy of the ship the frigate diana

Anatomy of the ship: The Frigate DIANA

“AOTS: The Frigate DIANA”
di David White

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Chiunque abbia preso la decisione di voler costruire un modello navale storico, neofita od esperto che sia, ha bisogno sicuramente di tutta la documentazione necessaria sul modello di nave che intende costruire. Generalmente un KIT di costruzione, di qualsiasi casa, fornisce un manuale tecnico di procedura e alcune tavole da disegno che mostrano la nave sotto ogni aspetto tecnico, spesso in scala 1:1
Il manuale tecnico di costruzione in genere mostra la procedura corretta di assemblaggio ma non fa nessun riferimento alla “storia” della nave se non in una brevissima descrizione iniziale.
Non spiega il perché o il per come delle cose e non da soluzioni logiche su alcuni aspetti. Semplicemente consiglia di montare prima quella cosa piuttosto che quell’altra.
Per alcuni modelli quindi esistono dei volumi dedicati che mostrano in dettaglio particolari importantissimi della nave ed è proprio per questo motivo che sarebbe buona cosa munirsene prima e studiare i disegni in scala.
Nel mio caso, durante la costruzione della Fregata DIANA, ho acquistato il libro “Anatomy of the Ship: Fregate DIANA” (AOTS) che mi è servito moltissimo per la costruzione, ma soprattutto per l’auto-costruzione di alcuni particolari, di alcuni dettagli, che il manuale del KIT non mostrava con chiarezza. Non che il manuale del KIT fosse incompleto o poco idoneo, più semplicemente ho voluto dare un tocco di realismo in più al mio modello ed evitare così soluzioni semplicistiche in genere consigliate dalla casa.
Sono scelte del modellista, se complicarsi la vita o meno, ma se vogliamo che il nostro modello abbia un aspetto “storico” è meglio seguire le indicazioni di un libro “dedicato”.
Il libro AOTS della Frigate DIANA è in lingua inglese. Ci sono nozioni storiche molto interessanti, confronti e rapporti con altre fregate della stessa classe, differenze marginali. Dopo alcune pagine di testo si passa alle pagine vere e proprie di disegno. Le tavole non si possono staccare ma ogni disegno ha la sua legenda che elenca tutti i punti principali facilmente identificabili perché numerati. Il vero problema potrebbe essere dato dal nome del pezzo in questione che in inglese è tutt’altro che semplice tradurre in italiano. In ogni disegno è in bella mostra la scala ed è quindi facile rapportarla alla nostra. Non sapete come fare? Andate nella sezione didattica del sito e leggete l’articolo riferito alle scale, troverete un’ampia spiegazione su come fare a rapportare un disegno alla propria scala.
Come ho detto ho trovato non poche difficoltà nel tradurre alcuni particolari elencati nella legenda dalla lingua inglese a quella italiana ma nel complesso questo libro si è dimostrato utile e pratico. In un modello sono i particolari che fanno la differenza e con l’ausilio di questo libro potremmo trarre dei grandissimi vantaggi nel “personalizzare” la nostra nave e renderla così unica e veritiera agli occhi di guarda. AOTS: Frigate DIANA lo giudico necessario, se vogliamo, ma non obbligatorio. Perché? Perché solitamente il KIT semplifica alcuni passaggi per ovvi motivi di commercializzazione del prodotto. Adottare quindi soluzioni diverse, magari seguendo il libro, si rischia di non far quadrare le cose. Un piccolo esempio: la poppa della DIANA è ben diversa da quella che il KIT OcCre mette a disposizione. Per tanto, se volessimo raffigurare la DIANA per come era in realtà dovremmo autocostruirci il giardinetto di poppa e le bottiglie in maniera completamente diversa. Così facendo molte misure non corrisponderebbero al modello e ci ritroveremmo presto a dover affrontare una serie di difficoltà davvero complesse. Quindi, il consiglio che posso dare, è quello di valutare sempre con molta attenzione la modifica al modello che vogliamo fare perché uscendo dalla rotta abituale ci ritrovremmo presto a navigare in acque molto agitate. Dobbiamo essere “comandanti navigati” quando si prendono decisioni del genere o comunque modellisti in grado di trovare una soluzione adeguata senza compromettere la scala, l’estetica del nostro modello e soprattutto la sua storia.

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