Finalmente, dopo anni di lavoro, viene dato alle stampe e vede la luce il libro sulla nave scuola  Palinuro, della Marina Militare italiana.

Il volume è stato scritto a quattro mani dagli amici Renato La Manna e Luca Tarpani;  la stampa è stata curata grazie all’Associazione Navimodellisti Bolognesi, nelle persone di Federico Ostan e Gastone Piccoli.

La grande confezione è costituita da un cofanetto in cartone contenente il volume, un nutrito numero di piani  costruttivi necessari per la costruzione del modello della Palinuro, due distinti CD; il primo con le foto della nave vera, il secondo con ottime riprese fotografiche del modello realizzato in scala 1:50 da Renato La Manna ed esposto in maniera permanente al Museo Navale di Venezia.

Il libro di 260 pagine, in un comodo formato A4 è diviso in due parti distinte. La prima analizza la vera Palinuro con una descrizione dettagliata di tutti i particolari dello scafo, del ponte e le sovrastrutture e della imponente e complessa attrezzatura velica; lo scritto è inframmezzato da numerose foto a corredo e da disegni dettagliati in scala che chiariscono ogni dubbio. La seconda parte del volume è dedicata alla costruzione del modello, dalla tracciatura delle ordinate sul legno fino alla posa degli ultimi dettagli il tutto spiegato magistralmente da Renato La Manna.

I numerosi e bellissimi piani a corredo del volume disegnano la Palinuro in ogni dettaglio. Alcuni di essi stati eseguiti dal duo Ostan – Piccoli, due ingegneri meccanici che del disegno conoscono tutti i segreti. Altri grandi disegni sono stati redatti da Renato La Manna, autore anche delle tavole inserite nel libro.

Ma dopo la solita recensione fredda ma indispensabile per chi vuole notizie sul lavoro Palinuro, Modellismo Navale Storico va oltre e vi permette di conoscere dal vivo gli autori di quest’opera, crediamo definitiva, sulla Palinuro.

Renato e Luca si sono conosciuti nel 1995. Il primo classe 1936, napoletano, ma da anni trapiantato in Umbria. Luca invece perugino di nascita, classe 1965.

Renato ora vive con la compagna Lena a Castel Ritaldi dopo che per alcuni anni ha vissuto nella vicina Spoleto. Modellista polivalente, navale e ferroviario con altissime capacità costruttive, è impegnato in questo periodo nel monumentale plastico dell’antica ferrovia Spoleto – Norcia.

Luca invece è specializzato nel micro modellismo navale.

Da quando si sono conosciuti, spiegano entrambi, non passa settimana che non si sentano o non si vedano, parlando per lo più di modellismo.

Ed è proprio in una di queste visite, dice Renato, che mostrai a Luca il materiale sulla Palinuro. Disegni frutto di lunghi rilievi a bordo, centinaia di fotografie e notizie che raccolsi nel corso degli anni e che mi hanno permesso di costruire la mia Palinuro.

E allora, a forza di vedere le foto, i disegni e parlare del modello venne l’idea di raccogliere il materiale e scriverne un libro, evitando così che il tutto rimanesse chiuso in un cassetto.

Consapevoli di quello che ci aspettava, iniziammo con piacere a tessere la tela, riga dopo riga, foto dopo foto, disegno dopo disegno. Finalmente il testo aveva preso forma e quello che pensavamo essere la parte più complicata si dimostrò la più piacevole e divertente anche perché gli interlocutori eravamo noi due.
Passo successivo, prosegue Renato, fu quello di cercare un editore interessato a pubblicare il lavoro, che a parer nostro sarebbe stato facile.

Niente, nessuna casa editrice era disposta a pubblicare l’opera. Anche un editore francese rifiutò, non tanto per i contenuti ma soprattutto per il timore di non rientrare nelle spese. Pure la Marina Militare Italiana rifiutò di stampare il libro. Sembrava di essere giunti ad un vicolo cieco con l’aggravante di aver lavorato al progetto per diversi anni. Infine gli amici della ANB di Bologna ci hanno creduto trasformando così un sogno in una bella realtà.

Luca, fino ad ora silenzioso ma attento a quanto si stava dicendo, prende la parola e dice di essere onorato di avere il suo nome tra gli autori, ribadendo però che lui si è limitato solo ad impaginare il volume e trascrivere i preziosi appunti di Renato. Quest’ultimo ribadisce che Luca è sempre modesto e che in ogni caso ha contribuito alla causa ed ha eseguito disegni al tratto delle decorazioni della nave e di altri particolari.
Per concludere questa bella chiacchierata e dopo aver sorseggiato un vero caffè napoletano, scatta la domanda di rito: Renato, perché hai costruito la Palinuro?

Una mattina d’inverno del 1973, passeggiando lungo le banchine del porto di Napoli, la mia attenzione fu attratta dalla vista in lontananza di un’immagine inconsueta: l’alberatura di un veliero svettante al disopra dei tetti di alcuni edifici portuali.

Avvicinatomi prontamente mi trovai di fronte la nave scuola Palinuro, mai vista prima, e me ne innamorai subito. Figlio di un capitano della marina mercantile, a mia volta diplomato all’Istituto Nautico e da sempre appassionato del mare e delle navi, nonché modellista fin da ragazzo, avendo fortunatamente con me la mia reflex ne approfittai per scattare una serie di fotografie. In quel momento non immaginavo assolutamente che un giorno avrei costruito un modello di quella nave, così le foto giacquero in un cassetto per alcuni anni.

Frattanto, avendo già costruito alcuni modelli che mi avevano dato buone soddisfazioni classificandosi ai primi posti in manifestazioni nazionali ed internazionali, ero alla ricerca di un’idea per costruire un modello veramente originale, diverso dai soliti che si vedono normalmente nelle mostre e nei concorsi, possibilmente che non fosse stato ancora costruito da nessuno e che riproducesse una nave ancora esistente per darmi modo di documentarmi adeguatamente; infatti la mia intenzione era quella di produrre un modello superdettagliato, fedele fin nei minimi particolari alla nave vera. Fu così che, nei primi mesi del 1981, ripescai quelle foto e decisi che quello sarebbe stato il mio supermodello.