Una pietra miliare nella progettazione dei cacciatorpediniere.

Il cacciatorpediniere Kagero fu completato il 6 novembre 1939 presso l’arsenale navale Maizuru. Prima nave dei cacciatorpediniere di classe Kagero, ha ereditato il suo nome da un famoso predecessore che prese parte nella battaglia di Tsushima durante il conflitto russo giapponese all’inizio del ventesimo secolo. Anche se esternamente erano per certi aspetti simili alle navi della precedente classe Asashio, quelle di classe Kagero furono in effetti progettate come una classe del tutto nuova e rappresentavano la massima espressione nella progettazione dei cacciatorpediniere da parte della marina imperiale giapponese. Stazza di 2000 tonnellate con una velocità massima di 35 nodi (65 km/h) ed un’autonomia di 5000 miglia nautiche (9300 km) a 18 nodi. Le navi di classe Kagero erano armate con tre cannoni binati da 127 mm montanti su torrette di Tipo C (con elevazione massima di 55°). Ulteriore potenza di fuoco era fornita da due torrette binate di Tipo 96 da 25mm. Ancor più importante fu che, le navi di classe Kagero, furono le prime ad essere progettate con la capacità di usare i formidabili siluri di Tipo 93. Erano equipaggiate con due lanciasiluri quadrupli proprio per questo scopo. I siluri Tipo 93 usavano ossigeno compresso nei propri sistemi di propulsione e per giunta con grande efficienza, permettendogli una portata di 20 km, il quadruplo di quanto raggiungibile con la precedente tecnologia. Aggiungiamo che, oltretutto, la velocità di crociera di questi siluri era di 100 km/h e che lasciavano una scia decisamente minore rispetto a quelli di precedente generazione, risultando quindi molto più difficili da essere individuati.

Sulla carta, erano stati previsti 22 cacciatorpediniere di classe Kagero, ma 3 di essi servivano solo per nascondere i costi per la produzione delle navi da battaglia di classe Yamato, cosicché solo 19 di essi furono realmente costruiti. Furono tutti completati e disponibili entro il mese di Settembre del 1941 ed assegnati agli Squadroni di cacciatorpediniere all’insorgere delle guerra del Pacifico.

Il cacciatorpediniere Kagero in battaglia.

Il Kagero e la 18esima divisione cacciatorpediniere furono assegnati al primo squadrone cacciatorpediniere per l’attacco a Pearl Harbor nel Dicembre del 1941. Attacco che, ricordiamo, fu la scintilla che diede inizio al conflitto nel Pacifico. Insieme alle altri navi della stessa classe e alle navi di classe Shiranui e Asashio, il Kagero venne usato come scorta per le portaerei nell’attacco guidato dal vice ammiraglio Nagumo. Ricoprì anche in seguito ruoli analoghi nei raid a Rabaul e Colombo. Prese anche parte nella cruciale battaglia delle Midway nel giugno del 1942, con compiti di scorta per le forze di invasione delle Midway. A quell’epoca il Kagero e l’intera 18esima divisione cacciatorpediniere furono reintegrati nel secondo squadrone cacciatorpediniere. Dopo essere tornato dalla sconfitta alle Midway, il 9 luglio scortò la nave da trasporto Kikukawa Maru all’isola di Kiska e tornò indietro il 28 dello stesso mese a guardia della nave Kasumi, compagna di divisione, gravemente danneggiata, rimasta vittima di un attacco di un sommergibile americano a Kiska. Alla fine dei fatti, la 18esima divisione cacciatorpediniere perse 3 navi nell’attacco e il Kagero fu riassegnato alla 15esima divisione del secondo squadrone cacciatorpediniere e riunita alle “sorelle di classe Kagero”, Hayashio, Kuroshio e Oyashio.

Il Tokyo Express

Poiché furiosi combattimenti continuavano per il dominio delle aviosuperfici di Guadalcanal, ben lontano dalle coste sud del Giappone, le forze giapponesi iniziarono ad essere allo stremo ed in disperato bisogno di rinforzi. Con gli americani che ormai detenevano la superiorità nei cieli, fu deciso di usare i veloci cacciatorpediniere come il Kagero per trasportare personale, truppe e rifornimenti. Operazione che fu ribattezzata dagli americani, Tokyo Express. Il cacciatorpediniere Kagero fece ancora una volta rotta verso sud e, come parte di una unità formata da 6 vascelli, il 18 agosto del 1942 riuscì con successo a far sbarcare 916 truppe a rifornimento della guarnigione presente nelle isole Florida nelle Solomons. Dobbiamo far notare che questo tipo di missioni, compiute da altre unità, non furono portate a termine con successo, minando profondamente l’efficienza del compartimento dei cacciatorpediniere della marina giapponese. La Kagero rimase nell’area ed effettuò con successo altri compiti, tra i quali, corse di rifornimento a Guadalcanal, silurazione di varie navi ed attacchi ad installazioni di terra. A metà novembre del 1942 i comandanti giapponesi pianificarono un’offensiva maggiore mirata a togliere dal controllo statunitense alcuni campi di volo di rilevanza strategica; la nave Kagero si trovò nuovamente in azione, con compiti di scorta a navi di trasporto truppe. La mancanza o comunque l’insufficienza di difesa antiaerea fu fatale agli incarichi assegnati che, nonostante svariati tentativi, non riuscirono ad essere portati a termine con successo nonostante la vicinanza dei cacciatorpediniere di classe Kagero ai trasporti.

La battaglia di Tassafaronga

Ora che la consegna di rifornimenti per mezzo di navi da trasporto era pressoché impossibile, le forze giapponesi si trovarono obbligate ad “inventare” nuovi e sempre più disperati metodi per rifornire le truppe. Iniziarono così a nascondere i rifornimenti all’interno di barili di carburante, accuratamente puliti e con aria sufficiente a consentirne il galleggiamento, legandoli gli uni agli altri e spingendoli in mare a qualche centinaio di metri dalla riva, lasciando alle truppe di terra il compito di recuperarli, nello sforzo di ridurre al minimo il tempo di permanenza richiesto durante la fase di scarico dei rifornimenti; tempo in cui le navi risultavano maggiormente vulnerabili. Il primo tentativo di rifornimento con questa tecnica ebbe luogo il 30 novembre 1942 a cui presero parte la nave Kagero e la altre navi della Secondo Squadrone Cacciatorpediniere. Non appena le operazioni di scarico in mare dei barili carini di rifornimento ebbero inizio, il cacciatorpediniere Takanami, in servizio di pattuglia, scoprì la presenza del nemico. Le altre navi, compresa la Kagero, si trovarono a quel punto in una situazione fortemente svantaggiosa poiché, preparandosi a scaricare i rifornimenti, erano in quel momento praticamente immobili. Riuscirono però a rimettersi in navigazione e a manovrare correttamente. La battaglia infuriò presto su di loro ma nonostante questo riuscirono ad assumere presto posizione e a lanciare con grande efficacia i mortali siluri Tipo 93 e a colpire duramente le navi americane Minneapolis, New Orleans, Pensacola and Northampton. La battaglia fu una importantissima, anche se successivamente non sfruttata, vittoria tattica dei giapponesi contro gli americani e fu anche l’occasione più lampante per dimostrare la potenza ed il potenziale dei cacciatorpediniere giapponesi ed in particolar modo del loro asso nella manica; i siluri di Tipo 93.

La scomparsa della Kagero

L’ulteriore prolungamento delle corse di rifornimento con la “tecnica dei barili” condusse a danneggiare ulteriormente la flotta di cacciatorpediniere della marina giapponese e, nel febbraio del 1943, alla Kagero fu concessa una pausa dalle corse di rifornimento per consentirle le più che necessarie riparazioni presso l’arsenale navale di Kure. Quella fu l’ultima volta che la Kagero si trovò sul suolo giapponese. Dopo il suo ritorno in prima linea, riprese le sue corse di rifornimento insieme alla Kuroshio e alla Oyashio all’interno della 15esima divisione cacciatorpediniere. L’8 maggio, dopo aver completato una delle loro corse di approvvigionamento a Kolombangara, le tre navi stavano tornando alla base quando la Oyashio cadde vittima di una improvvisa esplosione nello Stretto di Blackett. Supponendo un colpo di siluro, la Kagero e la Kuroshio si prepararono immediatamente a reagire ma anche la Kagero fu messa fuori gioco da una esplosione. I colpevoli non furono dei siluri ma le mine lasciate dai vascelli della marina militare americana, allertati del frequente utilizzo dello Stretto da parte dei giapponesi. La Kuroshio fu la prima ad affondare anch’essa colpita dalle mine. La Kagero e la Oyashio continuarono a galleggiare pur non essendo più in grado di muoversi e, nonostante sopravvissero ai successivi attacchi provenienti dall’aria, i danni causati dalle mine continuarono ad avanzare. Più tardi quel giorno, la Kagero si inabissò seguendo lo stesso destino della Oyashio, avvenuto poche ore prima. I tre cacciatorpediniere furono ufficialmente rimossi dalla lista delle navi della marina giapponese il 20 giugno del 1943.