Guardate con attenzione il ponte per l’ultima volta così sgombro. Presto si posizioneranno gli allestimenti del ponte principale, nel nostro caso unico ponte, e la Scotland comincerà a prendere vita.

Solitamente un gran numero di marinai si occupavano di mantenere in ordine il vascello. Vi erano addetti per ogni cosa. Nel nostro caso l’equipaggio non poteva essere formato che da 15 o 18 uomini, comandante compreso. Ad ogni modo anche in questo caso vi erano addetti alle cime, alle ancore, alle vele e ad ogni altro compito importante per permettere alla nave di navigare in sicurezza.
Ricordiamo che la Scotland non è una imbarcazione militare da battaglia ma un mezzo adibito a trasporto merci e alcune volte passeggeri. Era armata con due cannoncini posizionati a prua sul lato di dritta e su quello di sinistra e gli stessi erano così piccoli che all’occorrenza potevano essere spostati e riposizionati.

Scotland - Il ponte, per l’ultima volta sgombro, prima dell’allestimento.

L’allestimento ha inizio con il montaggio delle caviglie e degli attacchi. Erano punti fermi ai quali i marinai assicuravano le cime che provenivano dagli alberi e dalla velatura. Oltre alle caviglie cominciano a trovare posto anche le lande, i parasartie e i gradini, su entrambi i lati, utili per salire a bordo.
Il primo vero e proprio oggetto che sarà posizionato è la “tuga” .

Scotland - Ha inizio l’allestimento del ponte (foto 1).
Scotland - Ha inizio l’allestimento del ponte (foto 2).
Scotland - Ha inizio l’allestimento del ponte (foto 3).

“La tuga non è altro che l’entrata per arrivare sottocoperta e accedere così alla stiva o alla cabina del comandante”

Scotland - La porta della tuga completamente rifatta.

La porta della tuga che vedete in foto è stata rifatta tutta a mano scartando immediatamente la porta in dotazione del kit, a mio personale giudizio, pessima e sproporzionata. Verrà costruita l’ossatura della tuga e posizionata la porta e le finestre. In questo caso, essendo le finestre molto piccole, le grate non verranno posizionate mentre i vetri oscurati volutamente verranno regolarmente installati.

Per darvi un’idea delle dimensioni che state osservando sappiate che la porta della tuga è alta in totale 30 mm e larga 20 mm. Ne vado fiero perché è stato un lavoro molto complesso che mi ha impegnato per parecchie ore ma il risultato è stato decisamente soddisfacente.
L’omino che vedete in prossimità della porta della tuga è Mario. Un marinaio modello. Se fosse vero sarebbe alto 1,70 m mentre nel nostro caso, in scala 1:64, è 26,40 mm. Quando si costruisce un modello in scala tutto dev’essere ben rapportato. Il “fuori scala” non deve esistere. Avere a bordo un elemento come Mario aiuta così a capire gli spazi e le dimensioni degli oggetti. Lo si deve tenere sempre presente quando si costruisce un oggetto particolare del ponte. Immaginate se la porta della tuga fosse stata solo di un centimetro più alta. Sarebbe stato un vero disastro e saremmo andati fuori scala. Mario sarà utile anche in molti altri casi come vedremo più avanti.

Scotland - Vista superiore dei boccaporti e della prima versione dell’argano orizzontale di prua.
Scotland - Vista frontale dei boccaporti e della prima versione dell’argano orizzontale di prua.
Scotland - Dettaglio della prima versione dell’argano orizzontale di prua.

Si cominciano a vedere altri particolari del ponte principale della nostra Scotland. A prua sono stati allocati due “boccaporti” . Questi permettevano agli uomini dell’equipaggio di stivare sottocoperta alcuni degli elementi utili alla navigazione, ripiegare le vele, che dovevano sempre essere protette se non in uso, e alcune sartie.
Appena più in basso, accanto a Mario, trova posto “l’argano orizzontale di prua” . Quest’argano, solitamente manovrato da due o quattro uomini serviva per salpare l’ancora. Le ancore in uso erano fondamentalmente due, una sul lato di dritta e l’altra sul lato di sinistra. Se la nave è pronta a salpare la gomena dell’ancora compie un paio di giri intorno all’argano e poi si infila in un apposito pozzetto per essere ripiegata mentre viene salpata.
Le ancore non andavano mai salpate insieme. Una alla volta era già un’operazione che richiedeva un notevole sforzo fisico, figuriamoci due. Due o quattro uomini erano addetti a manovrare l’argano su questo tipo di nave. Su altre navi più grosse il salpare l’ancora poteva impegnarne anche otto, dodici o perfino quindici uomini all’argano. L’operazione poteva durare anche mezz’ora.

Scotland - L’argano orizzontale di prua modificato secondo la tecnica in uso dell’epoca.
Scotland - Il disegno evidenzia la presenza di un pozzetto vicino all’argano orizzontale di prua.
Scotland - Il pozzetto per la rimessa delle gomene delle ancore realizzato e posizionato.

Il modellista deve prendersi anche delle libertà. E’ giusto che sia così purché queste libertà rispettino il più possibile la realtà. Nel mio caso la realtà risale tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700. I volumi che ho consultato e gli amici del forum mi hanno parlato di un altro tipo di argano orizzontale e così ho deciso di rifarlo da zero. Quello che vedete ora in foto è quello che realmente è stato montato sul ponte della mia Scotland.
Ovviamente, visto che è stato rifatto completamente rispetto a quello del kit, sono stati aggiunti e migliorati alcuni particolari che vado ora a descrivervi. Innanzitutto i fori delle “aspe” , ovvero quelle aste in legno che i marinai usavano per far forza sull’argano, ora ci sono e sono quadrati così come devono essere. Le aspe invece devono essere tonde. E’ stato aggiunto il fermo al mozzo centrale e quest’ultimo è stato ricoperto da micro pezzettini di legno a simularne la dentellatura. In caso di pericolo, durante il recupero dell’ancora o di un’emergenza, il fermo del mozzo centrale scattava bloccando così la gomena. Si ricorda, per dovere di cronaca, che il salpare le ancore è fatto con l’argano orizzontale ma la messa a fondo delle stesse ancore è data dalle due “gru di capone” , che spiegherò poi, e non dall’argano. Come ultima cosa, ma non per questo meno importante, si fa notare che e’ stato modificato il pozzetto per la rimessa delle gomene delle ancore. Ora esiste ed è giusto che sia così.