Abbiamo appena detto che i pennoni, grazie ai bozzelli, erano in parte sostenuti e manovrati dagli amantigli e dalle drizze. I primi permettevano al pennone di stare in posizione corretta, ovvero orizzontali al ponte.

Le drizze invece, grazie a dei paranchi, permettevano al pennone di scendere o salire lungo l’albero maestro grazie anche alla trozza che li vincolava proprio all’albero. Per eliminare il troppo attrito la trozza veniva ammorbidita con del “sego” .

SCOTLAND - Amantigli e drizze in lavorazione.
SCOTLAND - Amantigli e drizze completati.
SCOTLAND - Amantigli e drizze ciascuno sulla propria caviglia.

“Ma gli amantigli e le drizze dove andavano a finire?”

Una volta che avevano fatto i lori giri all’interno dei bozzelli le cime venivano adugliate alla propria caviglia sulla “pazienza” o cavigliera. Avevano una posizione chiara e specifica, nulla era lasciato al caso. In caso di necessità i marinai erano così in grado di sciogliere la cima velocemente, eseguire l’azione, e rimettere in posizione successivamente la cima, adugliandola alla specifica caviglia dedicata.

SCOTLAND - Un primo test sul cordame della pazienza.
SCOTLAND - Un altro test sul cordame della pazienza.
SCOTLAND - La pazienza finita vista dal lato di dritta.
SCOTLAND - La pazienza finita vista dal lato di sinistra.

La pazienza è finalmente conclusa. Le cime delle manovre, delle drizze e degli amantigli appartenenti all’albero maestro vengono arridate all’interno della pazienza, ognuna su una specifica caviglia. E’ un lavoro certosino ma sicuramente appagante alla vista come potete vedere dalle foto. Da qui i marinai scioglievano la cima interessata ad uno specifico pennone  per far eseguire alla nave una certa manovra.