Il ponte di un vascello dell’epoca era sempre pieno di cose, di oggetti, cime, sartie ed accessori. Ad un occhio inesperto potrebbe sembrare un gran caos ma invece ogni cosa è messa al suo posto in ogni occasione del percorso.

Ciò significa che durante l’attracco in banchina, al molo, alcuni oggetti sono messi in un certo modo magari per facilitare il carico delle merci o lo scarico. Durante la navigazione, invece, gli stessi oggetti occupano posizioni diverse.
Un modellista, per prima cosa, deve decidere come vuole rappresentare il suo modello al pubblico che lo guarda. Un osservatore esperto, guardando la disposizione delle vele, delle ancore, degli accessori sul ponte, capisce cosa e soprattutto come il modellista vuol rappresentare la sua barca.

“In gergo marinaresco ogni singolo pezzo di una nave ha il suo nome proprio. Non ne esistono di simili o di uguali”

Scotland - Vista superiore del ponte con gli accessori posizionati (senza l’albero di maestra).

Tra le prime righe del mio articolo sulla Scotland avete trovato scritto: “La nave verrà rappresentata ferma in banchina.”
E’ giusto quindi, arrivati a questo punto, cominciare a prevedere i giusti spazi per tutti gli accessori presenti sul ponte.
Visto che abbiamo due belle foto che rappresentano la barca dall’alto dove possiamo notare una prima disposizione degli accessori del ponte vado a descrivere ciò che vedete giusto per capire ciò che state guardando.
Dovete sapere, per chi non lo sapesse già, che in gergo marinaresco ogni singolo pezzo di una nave ha il suo nome proprio. Non ne esistono di simili o di uguali. Ogni nome identifica propriamente un singolo oggetto. Io cercherò, nominando il nome originale del pezzo, di farvi capire a cosa corrisponde e alla sua funzione.
Cominciando dalla prua, il pezzo frontale in legno massello è il “tagliamare” . Il suo scopo è abbastanza ovvio.
Sulla destra e sulla sinistra del tagliamare potete vedere le due “gru di capone“ . Queste gru anch’esse in legno massello e robustissime servivano principalmente a dar fondo all’ancora. In pratica tenevano l’ancora sospesa sul mare appena dopo essere stata sganciata dai supporti di sostegno sulla murata. Altri utilizzi della gru di capone riguardano le riparazioni a prua. Tenevano sospesi i marinai addetti alla calafatura dello scafo.
In prossimità del terminale delle gru di capone, troviamo due “boccaporti” . Questa è una nave piccola, e i boccaporti permettevano ai marinai di stivare a prua e sottocoperta il necessario.

Scotland - Vista superiore del ponte con gli accessori posizionati (con l’albero di maestra).

Tra le due gru di capone e tra i due boccaporti troviamo il “fermo del bompresso” . Un anello in ferro tutto impeciato per proteggerlo dalla salsedine nel quale si infilava il terminale dell’albero di bompresso. L’albero orizzontale che sporge dalla prua e va verso il mare. Appena sotto il piccolo ponte di prua, trova spazio il nostro argano orizzontale di prua, utile a salpare le ancore.
Procedendo potete notare il foro dell’albero verticale di maestra o l’albero maestro, il più importante della nostra nave. Attorno è cintato per tre quarti dalla “pazienza” . Nei vari fori erano infilati le caviglie che servivano ad agugliare, cioè avvolgere con ordine, le sartie delle manovre correnti.
A seguire trova posto il “carabottino” . Veniva sollevato durante il carico delle merci in banchina per accedere direttamente alla stiva. Una volta completato il carico veniva rimesso al suo posto. La grata era per permettere di far girare aria fresca nella stiva che durante le lunghe traversate diventava maleodorante o addirittura nociva per i marinai. In caso di forte pioggia veniva coperto con del telo.
Vicino alla parete della tuga trovano posto due oggetti molto importanti. La prima è la “pompa di sentina” che come già detto in precedenza, serviva a pompare l’acqua residua che si raccoglieva in fondo chiglia.
L’altro accessorio è la “campana del nostromo” . La campana aveva diverse funzioni. Molti e differenti erano i tipi di rintocchi che venivano eseguiti dal nostromo e servivano dal cambio guardia, da allarme, dal “pranzo è servito” . Tutti sul ponte e sotto coperta potevano sentire i rintocchi della campana del nostromo e capire cosa stava succedendo.